AISA
Associazione italiana per la promozione della scienza aperta
RE: https://poliversity.it/@danielatafani/116324356910221409
I progetti di ricerca finanziati dal pubblico richiedono che i ricercatori compilino un diario in cui, ora per ora, riportano che cosa hanno fatto.
L'obbligo amministrativo della mappa erode il territorio: il tempo per compilare il diario viene sottratto alla ricerca, e il diario è necessariamente infedele: possono venire idee fantastiche mentre si fanno le pulizie di casa, si passeggia in giardino, o addirittura in sogno, mentre si dorme.
Qual è la funzione di questo obbligo amministrativo? Controllare che i ricercatori lavorino, anche se si sa che i diari coatti, detti timesheet, sono infedeli? Oppure abituarli a ubbidire agli ordini e ridurli a impiegati?
DDL antisemitismo: "prevenzione, contrasto, monitoraggio" in scuole e università.
Non c'è (ancora?) il reato di opinione. C'è un'attenzione speciale che richiederà del coraggio - in un sistema già finalizzato a creare persone pavide e a trasformare gli studiosi in impiegati - per esprimere critiche esplicite allo stato di Israele.
Paola Galimberti, Oltre le APC: cambiare il sistema
L’analisi di Samuel Moore e il position paper delle università olandesi convergono su una stessa diagnosi: l’attuale sistema di editoria scientifica, compreso il modello #openaccess basato su #APC, genera distorsioni e incentivi sbagliati. Per Moore, eliminare i finanziamenti alle APC non risolve il problema, ma rischia di spostarne semplicemente i costi. Il documento olandese mostra che la radice della crisi risiede nell’economia del prestigio e nei sistemi di valutazione della ricerca. La soluzione passa quindi da infrastrutture aperte e non commerciali, da nuovi criteri di valutazione e da una responsabilità condivisa tra ricercatori, istituzioni ed enti finanziatori. Solo una trasformazione culturale e sistemica può produrre un cambiamento duraturo.
Sospettiamo che chi decide sappia benissimo che questo sistema drena denaro pubblico, inflaziona le pubblicazioni e produce spazzatura, ma che non sia interessato a cambiarlo, per due motivi:
- drena denaro pubblico a favore delle oligarchie al cui servizio si pone la politica;
- tiene le università sotto controllo
RE: https://fediscience.org/@petersuber/116619521447813279
#openaccess Risposta di SPARC pensata per gli USA da estendere anche ai vassalli italiani:
- Distinguere fra accesso aperto e pubblicazione a pagamento
- Riconoscere che la pubblicazione a pagamento non solo drena denaro pubblico, ma deteriora la qualità della ricerca
- Non trattare le condizioni del "mercato" (*) editoriale attuali come immutabili
(*) Con le virgolette perché il complesso oligarchico editorial-accademico non ha proprio nulla a che vedere con Adam Smith
Che cosa sarebbe successo se fosse stato in vigore il #ddlRomeo?
Il DDL è scritto così male che porterà ad una giurisprudenza friabile, contestabile e vaga. Immaginatevi gli organizzatori di un corteo condannati per antisemitismo nonostante sfilassero liberamente e in sicurezza degli ebrei. Ecco questa è la contraddizione o forse lo scopo del DDL Romeo: un clima di tale incertezza che si determina un’intimidazione ambientale per cui “ci penso due volte prima di criticare Israele”.
Quanto detto sugli organizzatori vale anche, e a maggior ragione, per i ricercatori che pubblicano testi.